• Rientrano dall’estero tanti connazionali: 

    persone e storie non solo numeri. 

    Orgogliosi del lavoro della Farnesina

     

     

     

    La macchina della Farnesina continua a pieno ritmo a lavorare sul rientro di moltissimi nostri connazionali dall’estero. Ogni giorno qualche problema che si risolve, ogni giorno altri nuovi che vanno affrontati: informare in tempo reale i connazionali delle possibilità di rientro che cambiano in continuazione, cercare di favorire dei collegamenti aerei in situazioni in cui le autorità locali hanno deciso la chiusura, stringere accordi con altri Paesi - soprattutto europei - per portare a casa i connazionali unendo le forze; far rispettare a tutti i viaggiatori le misure di precauzione e contenimento del virus una volta arrivati in Italia.


    Dall’inizio della crisi e poi via via in maniera crescente abbiamo cercato di rispondere a migliaia e migliaia di persone: giovani studenti di Erasmus o ancora più giovani ragazzi e ragazze che con Intercultura avevano avviato un’esperienza in ogni parte del mondo; normali turisti che magari un po’ imprudentemente si erano spinti in luoghi esotici, sottovalutando i rischi dell’esplosione della pandemia; lavoratori di imprese italiane presenti all’estero bloccati improvvisamente dalla chiusura delle frontiere del paese ospitante; giovani lavoratori precari che, andati per realizzare un progetto di vita in Paesi lontani, hanno perso il lavoro e ora cercano un modo per tornare a un prezzo ragionevole. Abbiamo conosciuto in queste giornate difficili anche storie umane bellissime che siamo fieri di aver potuto aiutare: i due missionari bloccati in Grecia che al ritorno ci mandano un breve filmato e ci promettono le loro preghiere (quanto ne abbiamo bisogno!). La ragazza che per gravi ragioni di salute trascorreva un periodo in un posto caldo che deve viaggiare con una particolare assistenza e che finalmente ci scrive di essere a casa! Il ragazzo in Brasile che riesce ad anticipare il rientro e la mamma che ci ringrazia in tutte le lingue del mondo; la figlia preoccupata per il padre da solo a Santo Domingo. La coppia che dal Senegal deve rientrare con la bambina che ha adottato, che ti fa sapere di essere arrivata sana e salva a casa con la piccola. E poi l’altra coppia che si trova in Lettonia con il bimbo e ha finalmente il biglietto di volo per domani! E ancora: l’equipaggio di una crociera che, avendo persone malate a bordo, ha fatto fatica a trovare un porto per poter attraccare e scendere, gli autisti di autobus bloccati nella notte al confine tra due paesi europei, dopo aver riportato in patria i turisti di una crociera interrotta, che riescono grazie al nostro intervento a fare rapidamente il test e ripartire. Stiamo ancora seguendo casi complessi. Alcuni, come quello dei 36 ragazzi e ragazze di Intercultura in Honduras, speriamo in via di soluzione positiva in tempi brevissimi. Altri, come i connazionali bloccati in Laos e in Arabia Saudita, ancora difficili.
    Tutto questo mentre l’evoluzione del contagio fa crescere la domanda e le restrizioni imposte dalle autorità rendono più complicata l’operatività delle compagnie aeree da alcuni luoghi per noi importanti come ad esempio l’Australia e San Paolo del Brasile. Quindi c’è ancora molto lavoro da fare.

     

    Mi premeva però dare conto di un aspetto: in questi giorni non ci siamo solo occupati di numeri, abbiamo incontrato una varietà di situazioni e storie diverse alle quali - grazie al lavoro di tutti i funzionari della Farnesina nelle sedi all’estero e a Roma - abbiamo potuto dare assistenza e risposte.
    Tra tutte le storie mi piace menzionare in conclusione quella di un giovane bloccato all’estero in quarantena che è riuscito a tornare, affrontando un lungo viaggio in auto, per poter essere vicino alla sua compagna e assistere alla nascita di suo figlio. La foto del piccolo che ci manda via whatsapp è un segno di speranza nel futuro e nella vita di una forza incredibile! Un incoraggiamento ad andare avanti, a superare ogni ostacolo. Insieme ce la faremo!