• Bene Contigliano, il Pd rilancia azione del governo

     

     

    15 gennaio 2020

     

    È stata una due giorni di cui si sentiva davvero bisogno. Dopo circa quattro mesi dall’insediamento dell’attuale Esecutivo, era matura una riflessione a tutto campo sulle proposte che il Pd intende portare al confronto con la maggioranza e sulle ragioni politiche che sottendono a questa esperienza di governo. Come ha spiegato bene Franceschini nella sua introduzione la scelta di agosto fu figlia di una emergenza e di una necessità: fermare Salvini e il suo desiderio di avere “pieni poteri”, evitare la catastrofe dell’aumento dell’Iva, riportare l’Italia a giocare un ruolo positivo nell’Unione Europea.

     

    Questi elementi hanno caratterizzato la prima fase della vita del Governo in carica, e ne hanno segnato la discontinuità rispetto al governo a trazione leghista.
    L’approvazione della manovra di bilancio è stata la conclusione positiva di questa prima fase. Chi cerca discontinuità non può non riconoscere lo straordinario risultato raggiunto con una Legge di Bilancio che - nelle condizioni date e con il macigno dell’Iva da disinnescare - ha indicato con nettezza un’inversione di marcia: lotta all’evasione fiscale anziché condoni, meno tasse sulle buste paga anziché flat tax per i ricchi, investimenti verdi per coniugare anziché contrapporre innovazione, salute e lavoro, più risorse per sanità e scuola anziché tagli ai servizi.

     

    Questo traguardo - ripeto, molto positivo - è stato raggiunto tuttavia in un clima eccessivamente litigioso nella maggioranza. E troppo spesso è apparsa più visibile la polemica su questo o quel punto piuttosto che la condivisione dell’impianto complessivo e le novità importanti introdotte.
    Da qui l’iniziativa che il Pd ha voluto prendere con il seminario di Contigliano in cui parlamentari, sindaci, dirigenti regionali e nazionali del partito e membri del governo hanno potuto confrontarsi e approfondire i temi da sottoporre agli altri partner della coalizione per aprire la fase due del Governo.  Ne è scaturito un quadro - come si coglie bene dalle conclusioni del Segretario Zingaretti - molto ambizioso, che unisce visione politica e concretezza.

     

    Le proposte sono molte ma il filo conduttore è molto chiaro: il Pd vuole essere il partito della rivoluzione verde e della protezione sociale e vuole portare queste grandi questioni al tavolo della coalizione per aggiornare e arricchire l’agenda di governo.
    Nel seminario sono emerse delle riflessioni preziose e dei dati che devono essere la nostra bussola. In Europa siamo il Paese che negli ultimi venti anni è cresciuto di meno; che ha uno dei più alti tassi di povertà; che ha uno dei più elevati indici di diseguaglianza sociale.

     

    Ecco, partiamo dalla vita reale, partiamo dalla condizione di vita delle persone, delle famiglie, dei territori. Pensiamo all’Italia di questi anni ‘20 progettando buona crescita, buona occupazione, nuovi strumenti di protezione sociale per combattere le diseguaglianze e le marginalità. Parliamo di questo con i protagonisti dei territori, a cominciare dai Sindaci, e confrontiamoci con chi crede che la politica sia uno strumento per rendere le comunità più forti e coese.
    In apertura del seminario il professor Diamanti ci ha parlato del rapporto tra i cittadini e la politica, insistendo su questa correlazione: chi sta più tempo sui social mostra più sfiducia verso la politica e le istituzioni e viceversa. In altre parole l’essere sempre collegati ai dispositivi elettronici e sempre connessi alla rete non corrisponde ad una reale dimensione di socializzazione e comunicazione. Per questo ci sollecitava a valorizzare quel sentimento di fiducia nella dimensione collettiva e politica che appare prevalente ancora in una buona fetta di elettorato Pd. Le stesse piazze delle Sardine, così come quelle di Greta, hanno dato fisicità e visibilità ad un desiderio di stare assieme, di essere comunità, con il quale un partito come il Pd non può non porsi in relazione. In questo senso azione di governo e iniziativa di partito non possono che andare di pari passo. La proposta avanzata da Zingaretti di mettere mano anche ad una nuova fase nella vita del Pd, nel senso del rinnovamento e dell’apertura, non può dunque che alimentarsi di una forte caratura ideale e programmatica volta a qualificare e rafforzare l’agenda del governo.