• Scuole aperte per togliere i ragazzi dalla strada

    "Scuola al Centro" partirà con 10milioni di euro di finanziamento per 700 scuole nelle aree a rischio: a Roma saranno coinvolti almeno 136 istituti, a Milano almeno 172 istituti, a Palermo almeno 82 e a Napoli non meno di 275 istituti. A Napoli, quindi, va la fetta più grossa delle scuole e dei fondi, con oltre 4 milioni e 132mila euro da spendere. I parroci del Napoletano, in un incontro con Renzi hanno chiesto di non chiudere le scuole nel pomeriggio e, se possibile, aprirle in estate. Ecco il progetto del Miur che sta per partire, "Scuola al Centro" illustrato in un articolo di Lorena Loiacono su Il Messaggero.  E in arrivo anche 400 milioni per ridurre la piaga della povertà educativa minorile nell'articolo di Michele Di Branco sempre su il Messaggero.

    di Lorena Loiacono

    18 maggio 2016---Disegnare e realizzare abiti da sposa, imparare le regole del pugilato o le ultime tecniche da parrucchiere tra i banchi di scuola, come se si avesse a che fare con l' aritmetica. Sono i corsi pronti a partire per il progetto Scuola al Centro, nato per togliere i ragazzi dalla strada e tenerli in classe.  Quando la scuola di solito resta chiusa. Convincere uno studente a tornare tra i banchi il sabato pomeriggio o durante le vacanze estive non deve essere così semplice. E allora i presidi chiamano a raccolta tutte le potenzialità della scuola e del territorio per lasciare aperti gli istituti e coinvolgere gli studenti.  CORSI "EXTRACURRICOLARI" L' informativa sul progetto, promosso dal ministero dell' istruzione per prevenire il fenomeno della dispersione scolastica, è in arrivo nelle scuole in questi giorni. I presidi dovranno valutare le possibilità economiche e la realizzazione pratica dell' iniziativa e potranno candidarsi al bando entro il 20 giugno, dopo aver preso in considerazione le risorse umane e strumentali a disposizione. L' obiettivo è attivare corsi extracurricolari di didattica innovativa. Che significa?  Tradotto in esperienze pratiche, già collaudate da istituti pionieri nel settore, vuol dire che gli studenti devono essere messi nella condizione di preferire la scuola alla strada. Di vedere nella propria scuola un punto di riferimento dove è possibile non solo studiare ma anche trascorrere il tempo libero.  E allora ecco che nel liceo sportivo Archimede- Pacinotti di Roma viene messa in campo la vocazione dell' istituto puntando molto sull' attività fisica ma non solo. «Gli studenti - assicura la preside Valeria Santagata - non si staccherebbero mai dal pallone ma neanche dal computer. I nostri laboratori informatici gli permettono di diventare programmatori, di costruire robot e di usare la stampante tridimensionale. Devo ancora leggere il bando ma punterei su pc e sport, dal pugilato all' autodifesa che permettono anche di scaricare tanta aggressività, visto che si parla di aree a rischio e studenti da recuperare. Dalla nostra avremmo anche tante associazioni sportive pronte ad aiutarci così come Legambiente».  C' è anche chi, di fatto, ha anticipato i tempi effettuando corsi gratuiti di teatro nei pomeriggi in cui la scuola resta aperta per il tempo prolungato. È il caso dell' Alberto Manzi di Roma, dove domani i ragazzi delle medie metteranno in scena l' Inferno di Dante con vera professionalità.  LE CITTÀ Scuola al Centro partirà con 10milioni di euro di finanziamento per 700 scuole nelle aree a rischio: a Roma saranno coinvolti almeno 136 istituti, a Milano almeno 172 istituti, a Palermo almeno 82 e a Napoli non meno di 275 istituti. A Napoli, quindi, va la fetta più grossa delle scuole e dei fondi, con oltre 4 milioni e 132mila euro da spendere. «Abbiamo aderito al progetto Aree a rischio e ora analizzeremo anche questo - spiega la preside del Virgilio 4 di Scampia, Lucia Vallaro - diamo da sempre molta attenzione al contrasto dei pericoli di una zona delicata come la nostra. I ragazzi infatti, finché sono a scuola, stanno bene. Poi iniziano i problemi. Purtroppo le famiglie non sono sempre favorevoli a mandare i figli a scuola anche nel periodo di chiusura». Esistono realtà infatti, in cui i genitori sono in carcere e il ragazzo deve pensare al resto della famiglia, a lavorare o semplicemente non ha nessuno che lo spinge a frequentare la scuola.  LA PROSPETTIVA DI UN FUTURO La soluzione potrebbe arrivare dalle aule dell' Istituto Ilaria Alpi - Carlo Levi, sempre a Scampia, che ha organizzato un meccanismo virtuoso all' insegna della imprenditorialità: vere e proprie start up tra i banchi. A spiegare il percorso è la preside Rosalba Rotondi, da 32 anni in quella scuola, pronta a partecipare al bando: «Come coinvolgere questi ragazzi che vivono in un contesto difficile?  Dandogli una possibilità, la prospettiva di un futuro che sia diverso dalla realtà in cui vivono. Partendo dal wedding planner della tv, che piace tanto ai ragazzi, confezioniamo abiti da sposa e svolgiamo corsi di trucco, da parrucchiera e da estetista, da barbiere e acconciatore: tutto quel che ruota intorno a un matrimonio, a una cerimonia. Nel tempo ho coinvolto anche tante mamme che, entrando nella scuola dei figli, hanno poi ripreso gli studi per conseguire la licenza di terza media».

    Un fondo di 400 milioni per portare istruzione e cultura ai minori poveri
     

    di Michele Di Branco 

    Un fondo da 400 milioni per cercare di ridurre la piaga della povertà educativa minorile.
    Il governo stringe un patto con Fondazioni bancarie e Terzo settore lanciando una operazione destinata ad alleviare le sofferenze di moltissimi ragazzi che vivono in condizioni di marginalità sociale e scolastica. L' iniziativa è stata presentata a Roma, nella biblioteca pubblica appena inaugurata di borgata Finocchio, da Tommaso Nannicini. «Si tratta di un fondo delle buone pratiche che deve sostenere la riforma del welfare attivo» ha spiegato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio avvertendo che le risorse, spalmate nel triennio 2016-2018, saranno concentrate su progetti mirati.
    «Non sarà un bandificio - ha specificato l' esponente del governo -, ci saranno progetti di contrasto alla povertà e a sostegno dell' educazione, pochi ma buoni e dopo l' estate cominceremo a vedere le linee di indirizzo dei bandi». I dati resi noti ieri sulla povertà educativa minorile fanno impressione.
    Un numero su tutti: in Italia quasi un milione di minori vive in condizioni di povertà assoluta.
    ECONOMIA E EDUCAZIONE E la povertà economica è spesso causata dalla povertà educativa: i due fattori si alimentano. Nel nostro Paese quasi la metà dei minori in età scolare non ha mai letto un libro, se non quelli di studio, il 70% non ha mai visitato un sito archeologico, il 55% un museo, il 45% non ha svolto alcuna attività sportiva. Così Nannicini ha ricordato che il «governo si è prefissato l' obiettivo di contrasto al fenomeno con la proposta approvata dal Parlamento nella Legge di Stabilità, che prevede l' istituzione in via sperimentale, per la prima volta in Italia, di un Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile».
    E a fine aprile, il governo e le Fondazioni bancarie hanno firmato un Protocollo per la gestione del Fondo. «Le Fondazioni di origine bancaria associate all' Acri dedicano molte iniziative a favore dei bambini in situazioni di vulnerabilità e, in generale, alla loro formazione: iniziative già in corso a livello dei singoli territori, o su panorami più ampi, e iniziative programmate per l' immediato futuro», ha spiegato Giuseppe Guzzetti, presidente dell' Acri: «Per questo ringrazio il Governo e ci impegniamo da subito a finanziare il Fondo con circa 120 milioni all' anno: le detrazioni saranno pari al 75%».
    GLI STRUMENTI PER LA VITA Guzzetti ha sottolineato che «occuparsi delle difficoltà dei minori e della loro educazione, aiutarli ad acquisire quelli che sono gli strumenti fondamentali per costruire la loro vita, significa occuparsi di chi ha il diritto ad un aiuto, ma vuol dire anche occuparsi del futuro del Paese». Per il portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore, Pietro Barbieri, «la povertà minorile è uno degli effetti più terribili per la nostra comunità ed è una grande sfida, in questo Paese, affrontare ciò che non è stato mai affrontato per decenni».

     

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