• Uomini, ora fate sentire la vostra voce
    contro la violenza sulle donne

    "Vi chiediamo di esserci, di prendere posizione pubblicamente contro il femminicidio. Vi chiediamo di scendere in campo in prima persona per aiutare chi è preda di una violenza cieca". Lucia Annibali, avvocato (il sei aprile del 2013 fu sfregiata con l’acido da due uomini. Mandante, l’ex fidanzato, avvocato anche lui), e Alessia Morani, vice capogruppo PD della Camera, in una lettera-appello su La 27esima ora de Il Corriere della sera, si rivolgono agli uomini.

    Tre donne uccise nelle ultime 48 ore. Una strage intollerabile. Cercare una soluzione è un dovere di ognuno di noi. Occorre però arrivare alla radice del problema: le leggi ci sono, manca quella che da più parti viene evoca: una rivoluzione culturale.

    Crediamo che a questo punto sia necessario un cambio di passo per arrivare a centrare l’obiettivo.

    Dobbiamo spostare la questione dalle donne agli uomini: la loro voce non si sente. È a ognuno di loro che lanciamo un appello: costruire una rete di uomini contro la violenza sulle donne.

    Perché, dunque, coloro che possono dare un contributo a veicolare i più efficaci messaggi sul femminicidio non si ritrovano in una realtà che concretamente si metta a disposizione? Si tratta di mettere in pratica con un gesto concreto quella rivoluzione culturale di cui tanto si parla. E la rivoluzione, qui e oggi, la possono fare solo gli uomini per gli uomini, affrontando un percorso di liberazione simile a quello che ha portato le donne all’emancipazione. Perché è vero: le leggi ci sono, il problema è educativo. Ma la voce delle donne da sola non basta. Accanto a loro devono devono esserci gli uomini.

    Solo insieme possiamo vincere questa battaglia. Solo ascoltando le loro voci, le loro testimonianze, possiamo estirpare la violenza di genere dalle feroci cronache quotidiane.

    Ecco perché chiediamo agli uomini di sottoscrivere questo appello. Lo chiediamo ai politici in modo trasversale per primi, che potrebbero farsi carico di iniziative sui territori, agli intellettuali e ai personaggi dello spettacolo affinché mettano a disposizione la loro notorietà per parlare ai più giovani. Lo chiediamo ai giornalisti, ai medici, agli studiosi, e soprattutto a coloro che hanno superato l’incubo di scoprire la violenza dentro di sé e sono riusciti ad affrontarla. Vi chiediamo di esserci, di prendere posizione pubblicamente contro il femminicidio.

    Vi chiediamo di scendere in campo in prima persona per aiutare chi è preda di una violenza cieca, per comprendere quali sono i meccanismi che l’hanno causata e per scoprire insieme come fronteggiarla.

    Lo chiediamo agli uomini perché dove le leggi, che pure ci sono, non riescono ad arrivare, possono invece fare la differenza la cultura e l’informazione. Con la voce degli uomini contro la violenza sulle donne.

    Lucia Annibali, avvocato Alessia Morani, vice capogruppo Pd alla Camera

     

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