• FEMMINICIDI: Dalla Commissione indicazioni contro le violenze di genere

    Le donne denunciano, ma un quarto delle loro denunce viene archiviato. I loro ex mariti, compagni, fidanzati, amici, stalker vengono anche condannati, ma ci sono tribunali che assolvono il 44% dei denunciati e in molti casi le violenze diventano semplici...conflitti familiari. La commissione sul Femminicidio, presieduta da Francesca Puglisi, PD, ha concluso i propri lavori con una lunga relazione votata all'unanimità. Ecco una sintesi.

     

    Femminicidio

    La relazione della Commissione                        parlamentare d'inchiesta/Dati e statistiche

    6 febbraio 2018

                           

     

    La Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere, è stata istituita in Senato con la Delibera 18/01/2017.

    Per tracciare un quadro nazionale del fenomeno ha elaborato i dati forniti, durante le audizioni, da ISTAT, Ministero dell'Interno e Forze dell’ordine. Ha avviato anche la prima indagine italiana sui procedimenti penali per violenza di genere, in collaborazione con il Ministero di Grazia e Giustizia, Procure, tribunali, Corti d’Appello e Corte di Cassazione.


     

     

    1. La violenza sulle donne. Il quadro

     

    Il fenomeno della violenza di genere costituisce, da alcuni anni, oggetto di misurazione statistica: l’ISTAT ha infatti elaborato due indagini, una nel 2006 e nel 2014, i cui dati sono stati acquisiti dalla Commissione nel corso dell’audizione del Presidente dell’ISTAT il 27 settembre 2017.

    In base ai dati dell’ultima indagine sulla sicurezza delle donne (2014), nel corso della propria vita poco meno di 7 milioni di donne tra i 16 e i 70 anni (6 milioni 788 mila), quasi una su tre (31,5%), riferiscono di aver subìto una qualche forma di violenza fisica o sessuale, dalle forme meno gravi (come lo strattonamento o la molestia) a quelle più gravi, come il tentativo di strangolamento o lo stupro.

     

    • Gli autori delle violenze più gravi (violenza fisica o sessuale) sono prevalentemente i partner attuali o gli ex partner: due milioni e 800 mila donne ne sono state vittime.
    • Il 10,6 % delle donne dichiara di aver subìto una qualche forma di violenza sessuale prima dei 16 anni.
    • Più di una donna su tre, tra le vittime della violenza del partner, ha riportato ferite, lividi, contusioni o altre lesioni (37,6%).
    • Circa il 20 % è stata ricoverata in ospedale a seguito delle ferite riportate.
    • Più di un quinto di coloro che sono state ricoverate ha riportato danni permanenti.

     

    Figura 1. Donne dai 16 ai 70 anni che hanno subito violenza sessuale prima dei 16 anni. Per tipo di violenza subita e cittadinanza - Anno 2014 (per 100 donne)

     

    Fonte: Istat, Indagine sulla violenza contro le donne: tavola n.9

     

    • La quota di straniere che dichiara di aver subito violenza fisica o sessuale è pressoché identica a quella delle donne italiane (31,3% contro 31,5%).
    • Le forme più gravi di violenza sessuale sono più spesso riportate dalle donne straniere (7,7% di stupri/tentati stupri contro il 5,1% delle italiane), e più frequentemente sono commesse da partner attuali o precedenti (68,3% degli stupri e 42,6% dei tentati stupri).
    • Nella maggior parte dei casi, la violenza subita da parte del partner, attuale o precedente, è iniziata nel Paese di origine (68,5%), mentre per quasi il 20% è relativa a una relazione iniziata in Italia.
    • Le donne straniere mostrano più elevati livelli di denuncia (il 17,1% contro l’11,4% delle italiane) e di richiesta di aiuto presso i centri antiviolenza e i servizi (6,4% contro 3,2%). È pur vero che le donne straniere hanno una rete di sostegno meno forte rispetto alle donne italiane e ciò necessariamente le spinge a cercare aiuto nei servizi.

     

    2. La violenza sessuale. Denunce e condanne

     

    I dati acquisiti dalla Commissione evidenziano, negli ultimi 6 anni, una graduale riduzione (con una lieve risalita nel 2012) del numero dei delitti di violenza sessuale denunciati: sono passati dai 4.617 episodi del 2011 ai 4.046 del 2016 (- 12% circa).

    Nei primi nove mesi del 2017 si è registrato un lievissimo, ulteriore calo (-0,2%) del totale del numero di reati di violenza sessuale denunciata, rispetto al medesimo periodo del 2016: da 3.095 a 3.035.

    A prescindere dalle variazioni numeriche, una costante è rappresentata dall’elevata incidenza delle donne come vittime e degli uomini come autori di reato in oltre il 90% dei casi registrati dal 2011 al 2016.

     

     

    Figura 2. Numero dei delitti di violenza sessuale denunciati in Italia - Anni 2011-2016

     

    Fonte: Dati forniti dal Ministro dell'interno nell'audizione del 8 novembre 2017

     

     

     

     

     

    Tabella 1. Delitti di violenza sessuale denunciati nei primi nove mesi del 2016 e del 2017

    Violenza sessuale

    Anno

    Totale delle vittime di sesso femminile

    Incidenza delle vittime di sesso femminile sul totale

    Gennaio   - Settembre 2016

                          3.095

    88,95%

    Gennaio   - Settembre 2017

                          3.035

    88,79%

     

    Fonte: Dati forniti dal Ministro dell'interno nell'audizione del 8 novembre 2017

    Appare evidente anche la divergenza fra il numero dei delitti di violenza sessuale denunciati e quelli, più esigui, relativi alle condanne. Occorre in proposito considerare l'incidenza dei procedimenti a carico di ignoti, quella delle possibili assoluzioni o di altre forme di proscioglimento, nonché le ipotesi in cui più delitti sono addebitati alla stessa persona. Va infine tenuto conto del fatto che i dati sulle condanne si riferiscono alle condanne avvenute in un determinato arco temporale e non sono invece specificamente poste in relazione ai delitti rilevati. 

     

    Figura 3. Condannati con sentenza irrevocabile e con almeno un reato di violenza sessuale o di violenza sessuale di gruppo - Anni 2013-2016

     

     

    Fonte: Istat, Indagine sui condannati per delitto e contravvenzione con sentenza irrevocabile

     

    Si tratta di reati perpetrati prevalentemente da autori italiani, anche se è in salita la componente riferita agli autori stranieri.

     

    Figura 4. Condannati con sentenza irrevocabile e con almeno un reato di violenza sessuale, divisi per stato di nascita (percentuale) - Anni 2013-2016

     

     

    Fonte: Istat, Indagine sui condannati per delitto e contravvenzione con sentenza irrevocabile

     

     

    3. Lo stalking

     

    Fra le misure di contrasto alla violenza sulle donne un ruolo di indubbio rilievo riveste il reato di atti persecutori[1], il cosiddetto Stalking: introdotto nel codice penale, all’articolo 612-bis, dal decreto-legge 23 febbraio 2009, n. 11 (convertito con la legge n. 38 del 2009), è stato successivamente modificato dal decreto-legge anti-femminicidio (14 agosto 2013, n. 93, convertito con legge n. 119 del 2013).

    I dati riferiti dal Ministro dell’interno mostrano una crescente tendenza (in termini assoluti) alla denuncia: si è passati infatti dai 9.027 atti persecutori denunciati nel 2011 ai 13.177 del 2016, con un aumento del 45%.

    Nei primi nove mesi del 2017 si è registrato un calo del 15,7%: rispetto al medesimo periodo del 2016, gli atti persecutori sono passati infatti da 10.067 a 8.480.

     

     

    Figura 5. Numero dei delitti di stalking denunciati in Italia - Anni 2011-2016

     

     

    Fonte: Dati forniti dal Ministro dell'interno nell'audizione del 8 novembre 2017

     

    Tabella 4.  Numero dei delitti di stalking denunciati nei primi nove mesi del 2016 e del 2017

    Stalking

    Anno

    Totale delle vittime di sesso femminile

    Incidenza delle vittime di sesso femminile sul totale

    Gennaio   - Settembre 2016

                                 10.067

    73,71%

    Gennaio   - Settembre 2017

                                  8.480

    72,60%

     Fonte: Dati forniti dal Ministro dell'interno nell'audizione del 8 novembre 2017

     

    Le donne sono più esposte degli uomini ai fenomeni di stalking. L’incidenza percentuale del numero di vittime di sesso femminile, infatti, oscilla tra il 77%, registrato negli anni 2011-2014, e il 74% del 2016.

     

     

     

     

     

     

     

     

    Figura 6. Vittime, divise per sesso, dei delitti di stalking denunciati in Italia (percentuale) - Anni 2011-2016

     

     

    Fonte: Dati forniti dal Ministro dell'interno nell'audizione del 8 novembre 2017

     

    Quanto alla perseguibilità del reato di stalking, a partire dalla sua introduzione si rileva un significativo aumento delle condanne: 35 sentenze nel 2009, 1.601 nel 2016.

     

    Figura 7. Condannati con sentenza irrevocabile con almeno un reato di stalking - Anni 2009-2016

     

     

    Fonte: Istat, Indagine sui condannati per delitto e contravvenzione con sentenza irrevocabile

     

    Se le vittime sono in prevalenza donne, gli autori sono invece per lo più uomini (italiani, in larga parte). L’incidenza dei condannati di sesso maschile con almeno un reato di stalking (che si associa più frequentemente ai reati di violenza privata, lesioni personali e ingiurie) è per ogni anno dal 2009 sempre superiore al 90%.

     

     

    4. La violenza domestica

     

    L’articolo 572 c.p. punisce con il carcere chiunque maltratta una persona della famiglia, o il convivente, o una persona sottoposta alla sua autorità o a lui affidata per ragione di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia, o per l’esercizio di una professione o di un’arte. Il decreto-legge anti-femminicidio ha introdotto l'aggravante della "violenza assistita" per maltrattamenti commessi davanti ai figli, cioè "in presenza o in danno di un minore di anni diciotto", oppure  "in danno di persona in stato di gravidanza".

    Anche per i maltrattamenti - come per lo stalking - le statistiche mostrano un progressivo aumento delle denunce: dai 9.294 casi del 2011 si è arrivati a oltre 14.000 casi nel 2016, con un picco pari a +17% tra 2012 e 2013 (anno dell’entrata in vigore del decreto-legge Anti-femminicidio). Per quel che riguarda il 2017, si è registrato un calo del 9,7% dei casi denunciati nei primi 9 mesi rispetto agli stessi mesi del 2016.

     

    Figura 8. Maltrattamenti in famiglia denunciati - Anni 2013 - 2016

     

    Fonte: dati Ministero dell'interno

    Tabella 5. Maltrattamenti denunciati nei primi nove mesi del 2016 e del 2017

    Maltrattamenti in famiglia

    Anno

    Totale delle vittime di sesso femminile

    Incidenza delle vittime di sesso femminile sul totale

    Gennaio   - Settembre 2016

                         10.876

    79,37%

    Gennaio   - Settembre 2017

                          9.818

    79,07%

     

    Fonte: Dati forniti dal Ministro dell'interno nell'audizione del 8 novembre 2017

              I reati denunciati, secondo le rielaborazioni dell’Arma dei carabinieri, interessano soprattutto vittime donne, con percentuali costanti dell’80% circa.

    Per quanto riguarda la perseguibilità, sono in aumento le sentenze: da 1.320 nel 2000 sono passate a 2.923 nel 2016. L'andamento è determinato sostanzialmente da condannati uomini nati in Italia.

     

    Figura 9. Condannati, divisi per sesso, con sentenza irrevocabile e con almeno un reato di maltrattamenti in famiglia - Anni 2009-2016

     

    Fonte: Istat, Indagine sui condannati per delitto e contravvenzione con sentenza irrevocabile

     

    Figura 10. Condannati, divisi per stato di nascita, con sentenza irrevocabile e con almeno un reato di maltrattamenti in famiglia - Anni 2009-2016

     

    Fonte: Istat, Indagine sui condannati per delitto e contravvenzione con sentenza irrevocabile

     

    5. Il femminicidio

    La legislazione italiana non contempla una definizione di femminicidio inteso come uccisione di una donna per questioni di genere, cioè come un omicidio in cui l'appartenenza al genere femminile della vittima è causa essenziale e movente dell'omicidio stesso.

    Non è stato previsto nemmeno, fino al Piano d'azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere adottato nel luglio 2015[2], un sistema integrato di raccolta e di elaborazione dei dati.

    Per questa ragione il numero di femminicidi accertati differisce a seconda del soggetto rilevatore e dei criteri di classificazione seguiti. In particolare, i dati forniti dalle forze dell’ordine si riferiscono a tutti gli omicidi con vittime di sesso femminile e non solo a quelli nei quali il movente del reato è costituito dal genere (ovvero i femminicidi in senso proprio).

     

    Figura 11. Omicidi di donne: differenti rilevazioni - Anni 2013 - 2016

     

    Fonte: Rielaborazione dei dati acquisiti dalla Commissione di inchiesta nel corso dell’attività conoscitiva.

     

    A prescindere dal numero specifico, però, i dati statistici mostrano una tendenziale stabilità - con lievi riduzioni alternate ad aumenti - degli omicidi con vittime di sesso femminile: nell’ultimo quadriennio rappresentano oltre un quarto degli omicidi complessivamente commessi.

    Si tratta di un andamento non in linea con quello degli omicidi volontari, i quali risultano invece in diminuzione. Il numero totale degli omicidi si è infatti ridotto dal 2011 al 2016 di circa il 39%, mentre gli omicidi con vittime di sesso femminile sono diminuiti solo del 14%.

     

     

     

    Figura 12. Omicidi volontari consumati in Italia - Anni 2011-2016

     

        

    Fonte:   SDI - SSD - anni 2011 - 2015 dati consolidati e anni 2016 dati non   consolidati

     

     

    Una   percentuale significativa di vittime - oltre l'11% nel 2012 - è costituita da   prostitute.

                      Figura 15. Femminicidi e   vittime prostitute -Anni 2009 - 2016

           

    Fonte:   Casa delle donne per non subire violenza ONLUS. Dati raccolti sulla stampa

     

    Le   uccisioni di donne avvengono, il più delle volte, in ambito familiare o   comunque relazionale,   con autori legati alle vittime da rapporti affettivi, di parentela o di   conoscenza.

                        Figura 13. Omicidi di donne- Anni 2009-2016

           

           
       

    Fonte: SDI - SSD - anni 2011 - 2015 dati consolidati     e anni 2016 dati non consolidati

       

    Tabella 7. Autori degli omicidi di donne   (percentuali)

                                                                                                                                                    
       

    Anno

       
       

    Partner o ex partner

       
       

    Altro parente

       
       

    Altro

       
       

    2009

       
       

    48,3%

       
       

    21,5%

       
       

    30,2%

       
       

    2010

       
       

    39,2%

       
       

    23,4%

       
       

    37,3%

       
       

    2011

       
       

    48,2%

       
       

    17,6%

       
       

    34,1%

       
       

    2012

       
       

    46,3%

       
       

    20,0%

       
       

    33,8%

       
       

    2013

       
       

    42,5%

       
       

    22,9%

       
       

    34,6%

       
       

    2014

       
       

    54,7%

       
       

    22,3%

       
       

    23,0%

       
       

    2015

       
       

    49,6%

       
       

    25,5%

       
       

    24,8%

       
       

    2016

       
       

    51,0%

       
       

    22,1%

       
       

    26,8%

       

    Fonte: Elaborazioni Istat su dati Ministero dell'interno

     

    Figura   14. Incidenza omicidi   volontari in ambito familiare consumati in Italia - Anni 2011-2016

                                                                                   
       

            

       

    Fonte: SDI - SSD - anni 2011 -     2015 dati consolidati e anni 2016 dati non consolidati

       
       

    Il generale trend decrescente degli     omicidi consumati in ambito familiare sembra confermato dai primi nove mesi     del 2017: nel periodo che va dal 1     gennaio al 30 settembre 2017 sono stati commessi 86 omicidi, il 23,89% in     meno rispetto ai 113 dello     stesso periodo del 2016. La percentuale di vittime donne è scesa dal 73     al 71%.

       

     

       
       

     

       

    Tabella 8. Numero di     omicidi commessi in ambito familiare/affettivo

       

     

       
       

    Omicidi in ambito familiare affettivo

       
       

     

       
       

    Anno

       
       

    Totale omicidi

       
       

    Incidenza delle vittime di sesso femminile sul totale

       
       

     

       
       

    Gennaio - Settembre 2016

       
       

                      113

       
       

    73,00%

       
       

     

       
       

    Gennaio - Settembre 2017

       
       

                        86

       
       

    71,00%

       
       

     

       

     

     

    Figura   15. Omicidi con vittime   di sesso femminile per fasce di età- Anni 2012 - 2016

           

    Fonte:   dati SDI - Elaborazione del Comando generale dell'Arma dei Carabinieri - Sala   Operativa

     

    Il   maggior numero di vittime - una su tre - ha più di 64 anni. Il 19% delle   donne assassinate ha tra i 35 e 44 anni, il 18% è tra i 45 e i 54.

    In rapporto alla popolazione   femminile residente, il maggior numero   di omicidi avviene in Umbria (7,8%), in Calabria (6,8) e in Campania (6,5).

     

    Tabella 9. Distribuzione   territoriale degli omicidi con vittime donne (percentuale) – Anni 2012 – 2016

                                                                                                                                                                                                                      
       

    Regione

       
       

    Omicidi con vittime di sesso     femminile

       
       

    Basilicata

       
       

    4,1

       
       

    Molise

       
       

    3,8

       
       

    Valle D'Aosta

       
       

    0

       
       

    Abruzzo

       
       

    5,9

       
       

    Calabria

       
       

    6,8

       
       

    Campania

       
       

    6,5

       
       

    Emilia Romagna

       
       

    5,1

       
       

    Friuli Venezia G.

       
       

    6,4

       
       

    Lazio

       
       

    4,2

       
       

    Liguria

       
       

    5,6

       
       

    Lombardia

       
       

    4,3

       
       

    Marche

       
       

    4

       
       

    Piemonte

       
       

    5,8

       
       

    Puglia

       
       

    4,1

       
       

    Sardegna

       
       

    4,7

       
       

    Sicilia

       
       

    5,3

       
       

    Toscana

       
       

    6,1

       
       

    Trentino-Alto Adige

       
       

    3

       
       

    Veneto

       
       

    3,5

       
       

    Umbria

       
       

    7,8

       

     

    6. Molestie sul lavoro

    Un   altro aspetto specifico della violenza di genere è costituito dalle molestie   e dai ricatti sessuali in ambito lavorativo:

    •   Sulla   base di una rilevazione svolta dall’ISTAT nel 2016, si stima che un milione e 403 mila donne abbiano subito, nel corso della   loro vita lavorativa, molestie o ricatti sessuali sul posto di lavoro.
    •   Rappresentano   circa il 9 % delle lavoratrici   attuali o passate, incluse le donne in cerca di occupazione.
    •   In   particolare, i ricatti sessuali per   ottenere un lavoro, per mantenerlo o per ottenere progressioni nella carriera   hanno interessato, nel corso della   loro vita, 1 milione e 100 mila di   donne (pari al 7,5% delle lavoratrici).
    •    

    7. Il sostegno economico alle vittime: il   congedo retribuito

      A favore delle vittime   di violenza di genere, oltre a un indennizzo[3],  è prevista la concessione di un congedo   retribuito di tre mesi, valido sia per le lavoratrici dipendenti che per le   titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa (decreto legislativo   15 giugno 2015, n. 80)

    Il   15 aprile 2016 è stata adottata dall'INPS la Circolare applicativa. Secondo i   dati riferiti dal presidente dell’Inps alla Commissione, le domande pervenute   fino al 5 ottobre 2017 presso le varie sedi territoriali sono complessivamente 159.

     

    8. La protezione delle vittime straniere: il   permesso di soggiorno

    Per   proteggere le vittime straniere di violenza domestica e abusi – sono donne   che a causa di barriere linguistiche e culturali si trovano in una condizione   di maggiore vulnerabilità - il decreto-legge anti-femminicidio ha introdotto la   possibilità̀ di rilasciare un apposito permesso di soggiorno.

    Figura   16. Permessi di soggiorno per le vittime di violenza domestica. Anni   2013-2016     

    Fonte: Dati forniti dal Ministro   dell'interno nell'audizione del 8 novembre 2017

    Dall'entrata   in vigore del decreto-legge fino al maggio scorso ne hanno beneficiato 111 donne, con una media annua di oltre 30   persone.

    9. Prevenire la violenza: il progetto EVA

    Fra le iniziative attuate dalle forze   dell’ordine per la prevenzione della violenza di genere, un indubbio rilievo   riveste il Progetto EVA (Esame Violenze   Agite). È un protocollo di intervento operativo per gli equipaggi delle   Volanti che intervengono nei casi di violenza domestica: attraverso la   compilazione di apposite check list, anche in assenza di formali   denunce, è possibile “tracciare” le situazioni di maltrattamento.

    Secondo quanto riferito in   audizione dal Capo della Polizia:

    •   nei primi 9 mesi del 2017 sono stati segnalati 3607 casi di   violenza domestica
    •   in 3061 casi gli aggressori erano di sesso maschile, con una età   media di 42 anni.
    •   Le vittime erano di sesso femminile in 2944 occasioni ed avevano   una età media di 41 anni. 
    •   In 1228 occasioni (il 34% dei casi) gli aggressori erano di   nazionalità straniera.
    •   In 2872 casi (quasi l’80%) il luogo dell’evento era costituito   dall’abitazione.

     

    10. Le misure amministrative e giudiziarie a   tutela delle vittime

    •   L’ammonimento

    L’ammonimento   del questore costituisce uno strumento di tutela anticipata per la   prevenzione dei fenomeni di violenza di genere e di violenza domestica.   Originariamente previsto per il reato di stalking, è stato esteso dal   decreto-legge sul femminicidio anche ai casi di violenza perseguibili a   querela di parte, segnalati alle forze dell’ordine da soggetti diversi dalla   parte offesa.

    Secondo   le stime del Capo della Polizia, nel   periodo 2011-2016 sono stati emessi in funzione di prevenzione delle   condotte di atti persecutori oltre   6.000 ammonimenti, di cui 1.476 contro il partner violento (ex. Legge   n.119/2013 di conversione del decreto-legge "femminicidio").

    Figura 17. Ammonimenti del   questore - Anni 2011-2016

           

    Fonte: SDI - SSD dati operativi

    Dal   2013 – anno della loro introduzione- al 2016, gli ammonimenti contro il   partner violento sono aumentati del   78%. Per quanto concerne il 2017 gli ammonimenti emessi nei confronti dei   partner violenti negli ultimi nove mesi sono 432.

     

    •   L’allontanamento d'urgenza   dalla casa familiare (art. 384-bis   c.p.p.) 

     

    Questa   misura, introdotta dal decreto-legge n. 93 del 2013, consente alla polizia -   previa autorizzazione (anche per le vie brevi) del pubblico ministero - di   disporre per l'autore di violenza l'allontanamento urgente dalla casa   familiare. Si aggiunge il divieto di avvicinarsi ai luoghi abitualmente   frequentati dalla persona offesa se vi sia pericolo di una reiterazione delle   condotte.

     

    Secondo   i dati del Ministero dell’interno, nel   triennio 2014-2016 le misure di allontanamento urgente adottate dagli   ufficiali e agenti di polizia giudiziaria sono state complessivamente 863. Per quanto riguarda il 2017 al   30 settembre sono state 198 le misure adottate.

     

    Figura   18. Allontanamenti   di urgenza dalla casa familiare - Anni 2013-2016

        

    Fonte: Dati forniti dal Ministro   dell'interno nell'audizione del 8 novembre 2017.

     

     

     

       

     


     



    [1] La fattispecie penale, inserita nell’ambito dei delitti contro la libertà morale, sanziona con l pena della reclusione chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l'incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita.

    [2] Il Protocollo d’intesa Istat-DPO è stato siglato il 25 novembre 2016 e l’accordo istituzionale è stato firmato il 24 marzo 2017.

    [3] L’articolo 11 della Legge 7 luglio 2016, n. 122 (cd. Legge europea 2015-2016), in attuazione della direttiva 2004/80/CE, ha previsto un generalizzato diritto all’indennizzo in favore delle vittime di reati intenzionali violenti, demandando ad un successivo decreto interministeriale la determinazione degli importi dell'indennizzo. Tale Decreto del Ministro dell’interno e del Ministro della giustizia, è stato adottato di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze il 31 agosto 2017.

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